
RADICI a Rocville: Giornata regionale del Terzo settore nel cuore della comunità

Ci sono luoghi in cui le comunità si incontrano naturalmente. Luoghi fatti di musica, relazioni, divertimento e condivisione, dove persone di età e percorsi diversi si ritrovano per vivere insieme un’esperienza.
Il festival Rocville, protagonista a Castelfidardo lo scorso venerdì 28 agosto, è uno di questi luoghi.
La quarta edizione dell’evento benefico organizzato dal Circolo San Rocchetto e diretto artisticamente da Nicola Pigini ha richiamato oltre 30mila persone e ha trasformato l’area di via Verdi in uno spazio di grande partecipazione.
È all’interno di questo contesto che RADICI ha scelto di realizzare la Giornata regionale del Terzo settore, portando il progetto fuori dai “tradizionali” luoghi dell’associazionismo e mettendolo in relazione con una comunità ampia, giovane e trasversale.
Una giornata per raccontare il Terzo settore
La Giornata regionale del Terzo settore nasce con l’obiettivo di dare visibilità al patrimonio di esperienze, competenze e persone che ogni giorno contribuiscono alla vita delle comunità marchigiane. Realizzarla all’interno di Rocville ha permesso di dare a questo appuntamento una dimensione particolarmente significativa: non un momento rivolto esclusivamente a chi già conosce il mondo associativo, ma un’occasione per incontrare le persone in uno dei luoghi della socialità più partecipati del territorio.
Una scelta non casuale. Uno degli obiettivi di RADICI è infatti quello di creare connessioni tra il mondo del Terzo settore, le istituzioni e le comunità, valorizzando il ruolo delle associazioni non solo nella risposta ai bisogni, ma anche nella costruzione di relazioni, partecipazione e cittadinanza attiva. Rocville ha rappresentato un contesto ideale per rendere visibile questa idea.
RADICI e AVIS: una rete che si mette in gioco

La giornata ha visto la collaborazione e la partecipazione di AVIS Regionale Marche, realtà che con il suo impegno quotidiano rappresenta in modo concreto il valore del volontariato e della solidarietà. La partecipazione di AVIS ha permesso di portare all’interno della manifestazione anche il tema del dono, creando un collegamento naturale tra la dimensione del volontariato e quella della partecipazione alla vita della comunità.
A rappresentare RADICI sul palco è intervenuto Marco Ciarulli, presidente di Legambiente Marche, che ha raccontato il progetto e il significato del percorso costruito attraverso la collaborazione tra la Regione Marche e 18 realtà associative. Un percorso basato sulla co-programmazione e sulla co-progettazione, attraverso il quale istituzioni e Terzo settore hanno scelto di lavorare insieme, condividendo competenze, responsabilità e capacità progettuali.
A portare la voce di AVIS Regionale Marche è stato il presidente Daniele Ragnetti, che ha richiamato il valore della donazione e della scelta di donare, rivolgendosi in particolare alle nuove generazioni. Due voci unite dalla stessa consapevolezza: la partecipazione nasce quando le persone vengono messe nelle condizioni di incontrarsi e di sentirsi parte di una comunità.
Parlare ai giovani attraverso nuovi linguaggi

La scelta di Rocville ha avuto anche un significato preciso rispetto al rapporto con le nuove generazioni. Se il Terzo settore vuole continuare a generare partecipazione, deve infatti essere capace di intercettare i giovani nei luoghi che frequentano e attraverso i linguaggi che sentono vicini.
Musica, spettacolo e socialità sono diventati così strumenti attraverso i quali parlare di volontariato, dono, inclusione e cittadinanza attiva, senza trasformare la partecipazione in qualcosa di distante o esclusivamente istituzionale.
In questo senso, l’Hug Cam, lanciato da Maria Gianuario, consigliere regionale e referente del progetto RADICI, insieme al presentatore Simone Palmieri di RTL 102.5, ha contribuito a trasformare il palco in uno spazio di relazione. Un gesto semplice come un abbraccio ha dato forma a un messaggio immediato: le comunità si costruiscono attraverso la vicinanza, l’incontro e la capacità di abbattere le distanze.
La co-progettazione prende vita sul territorio
La presenza a Rocville ha rappresentato anche un modo concreto per raccontare cosa significa lavorare attraverso la co-programmazione e la co-progettazione. Troppo spesso, infatti, questi concetti rischiano di rimanere confinati al linguaggio di progetti e documenti. Portarli dentro una manifestazione aperta a migliaia di persone significa invece mostrarne la dimensione più concreta: mettere insieme soggetti diversi per creare occasioni che producano valore per le comunità.

RADICI nasce dalla collaborazione tra la Regione Marche e 18 realtà associative proprio con questa prospettiva: creare connessioni, valorizzare le competenze del Terzo settore e rafforzare la capacità delle organizzazioni di lavorare insieme. La Giornata regionale del Terzo settore a Rocville è stata un’occasione per far conoscere questo lavoro direttamente alle persone.
Una rete che incontra le persone
La vera forza di una rete non si misura soltanto dal numero delle organizzazioni che ne fanno parte, ma anche dalla sua capacità di generare relazioni e produrre partecipazione.
Per questo RADICI ha scelto di esserci. Non solo per raccontare un progetto, ma per portarlo dentro una comunità, incontrando anche persone più difficilmente raggiungibili attraverso iniziative dedicate al Terzo settore. Rocville ha dimostrato che un grande evento può diventare anche uno spazio per costruire consapevolezza e relazioni. E che il Terzo settore può dialogare con la comunità attraverso linguaggi diversi, contaminando esperienze e creando nuove possibilità di incontro.
Dalle radici alle nuove connessioni

Il nome RADICI richiama il legame con i territori, le comunità e le esperienze che nel tempo hanno costruito partecipazione. Ma avere radici non significa restare fermi. Significa poter crescere, creare nuovi legami e aprirsi a nuove possibilità.
La Giornata regionale del Terzo settore a Rocville è stata proprio questo: un momento in cui istituzioni, associazioni e cittadini si sono incontrati in uno spazio aperto e partecipato, trasformando una serata di festa in un’occasione per raccontare il valore del volontariato e della collaborazione.
Per RADICI, esserci ha significato rendere visibile una rete che normalmente opera dietro le quinte e portarla dove le comunità vivono, si incontrano e costruiscono relazioni. Perché una rete è davvero forte quando riesce a uscire dai propri confini. E quando le radici diventano connessioni, la partecipazione può trasformarsi in futuro.



