
Aree interne: non basta ripopolare, serve neopopolare

Un importante momento di confronto, necessario per fare il punto su una delle sfide più ambiziose del nostro tempo. Può essere sintetizzato così “Communitas – La sfida territoriale dell’economia sociale e circolare”, l’incontro che si è svolto giovedì 20 novembre al Teatro Comunale di Treia, all’interno delle Giornate della Soft Economy organizzate dalla Fondazione Symbola per discutere e promuovere un modello di sviluppo sostenibile. “Lo sviluppo sostenibile che auspichiamo come associazione – fa sapere il presidente di Legambiente Marche, Marco Ciarulli – non rappresenta soltanto un modo per ridurre il nostro impatto ambientale sul pianeta, ma anche una leva di rilancio economico e sociale. Sta a noi tradurre questi obiettivi in opportunità concrete a beneficio dei territori”.
L’evento è stato organizzato nell’ambito del progetto R.A.D.I.C.I. Rete Attiva per il Domani: Insieme per una Comunità Integrata, finanziato dalla Regione Marche con risorse del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in collaborazione con Legambiente Marche, Forum Terzo Settore Marche e Csv Marche. “Abbiamo voluto portare – aggiunge Ciarulli – il contributo del progetto R.A.D.I.C.I., avviato da oltre un anno e che vede la rete associativa in prima linea nel realizzare attività e fornire supporto alla comunità, con un occhio di riguardo all’entroterra”.
Collaborazione la parola d’ordine dell’incontro che ha visto la partecipazione di rappresentanti degli enti locali e delle principali realtà associative marchigiane e che è stato moderato dal portavoce del Forum Terzo Settore Marche, Luigino Quarchioni. “Abbiamo a cuore – spiega Quarchioni – la sfida del rilancio delle aree montane e alto collinari della nostra regione. Esiste una comunità restante alla quale andrà necessariamente affiancata una nuova comunità. Se vogliamo essere custodi del futuro di queste aree, dobbiamo essere consapevoli che oltre, a ripopolare, sarà necessario anche neopopolare questi luoghi. In un percorso così ricco di ostacoli e ambizioso, tutto il mondo del terzo settore può e deve dare il suo contributo”.



